Immagine di una persona seduta sul pavimento con le gambe divaricate, che indossa una tuta a quadri rossi e verdi, una camicia color senape, calzini e scarpe gialle a rombi e tiene in mano un bicchiere di vino rosso.

4 dicembre 2025.

EÓLIA SCENA EMERGENTE 2025

Intrappolate come ogni giorno nello stesso bar, tre ragazze condividono i desideri frustrati che le attraversano. Nonostante la comprensione e la compassione che finiscono per apparire tra loro per la prima volta dopo aver condiviso i loro desideri, non riescono a uscire dal circolo pigro in cui sono attratte. La frustrazione è diventata la loro routine e, per cercare di placarla, bevono e si lamentano invano. Come uscirne? Realizzato in chiave ibrida, il pezzo vuole essere un'ode ironica e poetica ai piccoli momenti che ci sfuggono, ma che non sempre siamo aperti e disponibili a cogliere.

Desidia è un pezzo ibrido che intende essere una dichiarazione di intenti di Il Piccolo e compagniaLa scommessa è quella di un teatro viscerale che, dopo essersi abbeverato dell'estraneità del quotidiano attraverso il gesto di compagnie come DV8 e Peeping Tom, punta ad avvicinare il realismo magico in scena attraverso linguaggi fisici, visivi e performativi. La danza, gli oggetti, l'importanza del suono e della luce renderanno Desidia un poema visivo ricco di immagini e punti di vista diversi capaci di aprire nuove fessure nella realtà e che ritengo necessarie nel nostro contesto sociale e artistico.

NOTA SULL'INDIRIZZO

Come diceva Byung-Chul Han, viviamo nella società dell'"ottimismo", una società che non fa altro che farci credere che l'impegno e l'ambizione ci porteranno al successo e alla conquista della felicità. Di fronte al fallimento di questa aspettativa, emerge l'apatia, una passione sedimentata nel tempo che assume la forma di un'insoddisfazione cronica. Questa sensazione incistata ci tiene bloccati in quelle cose che non possiamo realizzare e fa sì che il desiderio si affievolisca e si diluisca, tanto che finiamo per conformarci e ammorbidirci al contesto in cui viviamo oggi per inerzia.
Desiderare di nuovo veramente, di fronte a un mondo iperstimolante che ci rende le cose così difficili, è una lotta quotidiana. Spesso questa pulsione di desiderio sopita è più vicina di quanto pensiamo, ma il conformismo ci impedisce di vederla. Che possa rifiorire, così da poterla esprimere, per quanto piccola, a tutti coloro che ci circondano.

4 e 5 dicembre 2025

Alle 20:XNUMX

CAMERA: Auditorium Sant Martí
DURATA: minuts 75
PUBBLICO: + 16
GENERE: Scena ibrida
LINGUA: Català

Per lo spettacolo del 4 dicembre, prenota il tuo biglietto inviando una email a produccio@eolia.cat

Drammaturgia e regia: Sara Q. Pipo
Assistente di direzione: Lili Molina Martínez/Amanda Her
interpretazione: Georgina Balart, Marta Codina, Zaida Lloveras
Sound design: Ernesto Pipo
scenario: Cesc Colomina
illuminazione: Silvia Valls
costumi: Elena Baliarda
Fotografia: Gemma Almenara
Assistente di tirocinio (Erasmus Young Entrepreneur): Fien Vandermeersch

Ringraziamenti: A tutte le persone che hanno creduto nella mia idea fin dal suo inizio e che mi hanno visto innamorarmene, disinnamorarmene e innamorarmene di nuovo. Grazie per esserci stati, senza di voi tutto questo non avrebbe avuto senso. Vi ammiro e vi amo: Ernest, Cesc, Sílvia e Marta C.

Grazie anche a coloro che sono venuti dopo per riempire di luce e vitalità le mie paure e ansie. Grazie per la fiducia e per essere sempre stati presenti: Zaida, Georgina, Lili, Elena, Amanda, Fien e Gemma.

A Marta Tirado per aver sempre messo tutto il mio cuore e per avermi aiutato ad andare oltre.

Ai miei genitori che danno sempre tutto, sempre e ovunque. Siete meravigliosi.

A Berta, perché lei c'è sempre e, per favore, che lei ci sia sempre.

A Sara S, Judit e Marta M. per avermi sempre ascoltato con amore.

All'Unió de Sant Cugat, al Nau Ivanów, al CC Sant Martí e all'Auditori Sant Martí che ci hanno aperto le porte e messo a disposizione le risorse per creare questa storia. Grazie anche a coloro che hanno messo il loro corpo e la loro creatività in tutti questi spazi: Aida, Sandra e Maria.

E grazie a Eòlia per aver continuato a farmi credere che le arti dal vivo siano un atto di resistenza di fronte a un mondo sempre più individualista e digitale. Quanto è bello che il teatro sia ancora uno spazio in cui possiamo incontrarci di persona per condividere e conoscerci un po' meglio. E quanto è bello che, dal mio privilegio, io possa provare a dedicarmici.

Una produzione diScena emergente eoliana 2025