Due ballerini contemporanei, entrambi vestiti di nero, sono posizionati schiena contro schiena. La fotografia è in bianco e nero. Lo sfondo è un muro diviso orizzontalmente in due strisce: quella superiore è bianca e quella inferiore è grigio scuro.

EÓLIA SCENA EMERGENTE 2025

La morte non ci obbliga a fare nulla mentre siamo in vita.

Inés J. Borrell regali "Apprendista"nei cicli" Scena emergente eoliana.

Perché ci costringiamo ad affrontare la morte nello stesso modo, se perdiamo persone diverse e in modi diversi? In questo pezzo accompagniamo due versioni dello stesso processo e ci interroghiamo sul modo in cui affrontiamo la morte e dimentichiamo la vita.

MATRIZ non vuole accettare che i finali ci lascino a metà, è quella che si lascia influenzare maggiormente dalle norme stabilite. APRENDIZ custodisce domande senza risposta, si lascia trasportare dal dolore e dall'innocenza.

È possibile conciliare o riconoscere questi due processi nella stessa persona? Questa incertezza si presenta anche quando si conosce troppo poco della vita. Questo brano è presentato per invitarci ad attivare l'intuizione e ci offre molto più di un minuto di silenzio..

Perché ciò con cui abbiamo più difficoltà sono le prove?

Cresciamo dimenticando che l'incertezza è stata l'unica realtà della nostra infanzia., e proprio quando ci convinciamo di aver imparato a controllare la vita, appare la morte.

Attraverso il teatro fisico e i nostri frammenti di testo, vogliamo iniziare a parlare di finali, stiamo inserendo parole nella conversazione che non avevamo quando la morte si è presentata per la prima volta. Ci ritroviamo a osservare il momento in cui scopri che la vita ha inizio, quando ti rendi conto che è finita.

La nostra società ci educa alla necessità di affrontare la morte in un unico modo, ma la morte è l'unico linguaggio che non conosciamo, non ha senso limitarla. La morte non ci obbliga a nulla mentre siamo in vita. Quindi lasciamo andare il senso di colpa e improvvisiamo. Trascorriamo più di un minuto di silenzio, tenendoci strette le domande senza risposta.

Ci viene diagnosticata una fine, ci viene offerto uno spazio per mettere in discussione il nostro modo di vivere e convalidare qualsiasi processo. Viviamo con norme consolidate, con decisioni prese, è giunto il momento per chi studia di perdere il suo giudizio.

Da 16 a 19 di ottobre di 2025 

Dal giovedì al venerdì alle 20:XNUMX.
Sabato alle 17:20 e alle XNUMX:XNUMX
La domenica alle 18:XNUMX.

CAMERA: Teatro Eòlia
DURATA: minuts 80
PUBBLICO: + 16
GENERE: Teatro di testo, teatro fisico
LINGUA: catalano e spagnolo

REGIA E DRAMMATURGIA: Inés J. Borrell
ESECUTORI: Alba Grasa, Alba Herrojo
AZIENDA: Occhio Pazzo
MOVIMENTO: Ela Villanueva
GESTORE ASSISTENTE: Giulietta Laxalt
VISTA ESTERNA: Carla Torres
ASSISTENZA ALLA PRODUZIONE: Ada Montserrat
FOTOGRAFIA: Lucia Castro
RIMORCHIO: Uma Jareno

Una produzione diScena emergente eoliana 2025